Gent.mo Berti,
a lei e al M5S toccherà dunque occuparsi dell’Italia e degli italiani dal 5 dicembre prossimo nel caso in cui vincesse il no al referendum costituzionale.
La cosa non mi rassicura, ma di questo sono certo se ne farà una ragione. Il mio giudizio non conta per lei, immagino.
La cosa, però, evidentemente non preoccupa neppure Bersani, D’Alema, De Mita, Brunetta, Berlusconi o Salvini che sperano così di potersi guadagnare un raggio di sole dopo mesi forse anni di ombra.
E mi spiace constatare come non dispiaccia neppure a parte degli elettori di sinistra che voteranno no a un riforma promossa dal principale partito di sinistra. Ma tant’é.
A lei, giovane imprenditore di una start-up, candidato governatore del Movimento 5 Stelle nel 2014 per il Veneto, e oggi consigliere regionale veneto, a lei mi piacerebbe chiedere in che cosa il programma della P2 assomiglia alla riforma Renzi-Boschi come lei stesso ha sentito l’urgenza di far sapere a mezzo mondo. Ma temo che la risposta non possa che rafforzare il timore e l’inquietudine che provo nel pensare il Movimento Cinque Stelle (partito che reputo sostanzialmente di destra) alle prese con il governo del paese. Le risparmio dunque qualsiasi spiegazione semmai le venisse voglia di darla. Il suo post sulla morte di Tina Anselmi esaudisce ogni mia più recondita curiosità al proposito. Come lei non sarà certamente interessato alla mia opinione di cittadino, da questo momento, nemmeno io sono più interessato alla sua.
Cordiali saluti
Luca
