è con un misto di sentimenti che ho seguito la tua ultima scelta. Ma tralascio i dettagli. Credo che Lucia Annunziata abbia fatto da giusto e lucido contraltare alla vulgata – pure questa in buona parte vera – che ti vuole scassinatore spregiudicato di un equilibrio appena raggiunto. E vabbé. Ecco le sue parole:
Renzi, insomma, non pone direttamente un pericolo numerico per la stabilità, ma occupa di nuovo lo spazio pubblico: quello dei media, delle polemiche, dei social, insomma di quella agorà permanente che è oggi il vero spazio della politica. Non a caso quello che ha occupato e continua ad occupare Salvini, di cui vuole diventare, come ha detto subito, l’unico antagonista. Il vero pericolo che Renzi costituisce per il Governo, insomma, non è quello di farlo cadere, ma di metterlo in ombra. Ed è già accaduto.
Ti ho ascoltato da Bruno. Ma solo ad un certo punto hai detto una piccola frase che riassume tutto per me. Hai detto:
Ora che non sono più nel PD, che il PD faccia il PD.
Ottimo. Una luce ha rischiarato la stanza. E un geniale Maurizio Crozza ha fatto il resto. E così sia.
Però posso dirti una cosa?
Quello che hai fatto, caro Matteo, è talmente PD. Come a dire, te ne vai da un partito che ti considerava un intruso, che tu sentivi lontano, ma credimi, ti porti dietro più di quanto tu possa pensare di quella cultura politica. Molto di più. E comunque buon viaggio.
Saluti Luca