Caro Roberto

Difficile parlare di quel che sta succedendo. Allora ti faccio una sola domanda. Vado dritto al punto e scusami la schiettezza: quale rapporto c’è tra i decessi e il calo dei pazienti in terapia intensiva? In altre parole, se in media si parla di 450 decessi al giorno e le terapie intensive si riducono di un centinaio di posti quotidianamente. Se, come non detto ufficialmente, ma presumibile dalle informazione che ho, il 50% di chi entra in terapia intensiva purtroppo non ce la fa, allora, la conclusione è che ogni giorno si svuotano le terepie intensive essenzialmente di chi muore ma si riempiono di qualche centinaio di nuovi pazienti? No, perché se così, la narrazione sempre più speranzosa di questi ultimi giorni mi sembra fin troppo speranzosa, no?

Cordiali saluti
Luca

Caro Bernie,

ti scrivo per dirti che forse questa volta abbiamo una chance. Se il mago di Firenze dice che sostiene Joe Biden, forse abbiamo ancora una possibilità. Detto fra noi, non ne centra una da un po’ e comincia ad assomigliare sempre di più a ciò che ha sempre detestato: Massimo D’Alema. Un altro che non ne azzecca una da qualche tempo.

Vabbé, ma a te questo non interessa, nemmeno li conosci. Quello che volevo dirti sommessamente è che se solo la tua collega Elizabeth Warren avesse fatto la stessa mossa di Pete Buttigieg e Amy Klobuchar ritirandosi all’ultimo momento, per lasciarti la strada, ti saresti portato a casa probabilmente altri due o tre stati fra cui addirittura il Texas e oggi sarebbe un altro giorno.

Guarda bene i numeri (sono certo che lo farai) ma quellli ci dicono che la polarizzazione sinistra radicale (tu) e moderati (Biden) non solo è falsa, ma sconfessata.

Pensaci caro Bernie, prima di sprecare l’occasione. Parla con Elizabeth.

Tuo
Luca

Caro Matteo

è con un misto di sentimenti che ho seguito la tua ultima scelta. Ma tralascio i dettagli. Credo che Lucia Annunziata abbia fatto da giusto e lucido contraltare alla vulgata – pure questa in buona parte vera – che ti vuole scassinatore spregiudicato di un equilibrio appena raggiunto. E vabbé. Ecco le sue parole:

Renzi, insomma, non pone direttamente un pericolo numerico per la stabilità, ma occupa di nuovo lo spazio pubblico: quello dei media, delle polemiche, dei social, insomma di quella agorà permanente che è oggi il vero spazio della politica. Non a caso quello che ha occupato e continua ad occupare Salvini, di cui vuole diventare, come ha detto subito, l’unico antagonista. Il vero pericolo che Renzi costituisce per il Governo, insomma, non è quello di farlo cadere, ma di metterlo in ombra. Ed è già accaduto.

Ti ho ascoltato da Bruno. Ma solo ad un certo punto hai detto una piccola frase che riassume tutto per me. Hai detto:

Ora che non sono più nel PD, che il PD faccia il PD.

Ottimo. Una luce ha rischiarato la stanza. E un geniale Maurizio Crozza ha fatto il resto. E così sia.

Però posso dirti una cosa?

Quello che hai fatto, caro Matteo, è talmente PD. Come a dire, te ne vai da un partito che ti considerava un intruso, che tu sentivi lontano, ma credimi, ti porti dietro più di quanto tu possa pensare di quella cultura politica. Molto di più. E comunque buon viaggio.

Saluti Luca

Caro Gianluigi

non ci conosciamo, ma anche chi se ne frega. Ho secche secche un paio di domandine a questo proposito:

  1. Non eravate portavoce? La voce ha parlato, Gianluigi, ha detto sì al 79%, e tu hai deciso di non rispettarla? Perché non ti dimetti subito?
  2. Dov’è finita la cagnara con cui sferzavi “gli altri”? Dura, eh, quando tocca a te?
  3. Quindi riassumendo: va bene un governo col terzo partito (che è stato il tuo, sei infatti nato nella Lega) e no col secondo partito? Non eravate postideologici?
  4. Ma perché non ti sei candidato direttamente con la Lega? Non era meglio? Che ci fai allora nel movimento?

Saluti
Luca