Ti scrivo perché non più tardi di qualche giorno fa ho avuto un’epifania. Sta a vedere – mi son detto – che a pochi giorni dal 4 dicembre, Silvio se ne esce fuori con uno dei suoi coup de théâtre e a reti unificate spiazza tutti e dice che voterà sì. Sta a vedere.
Che poi basta dire che sei stato costretto a farlo per impedire ai populisti di rovinare l’Italia. E’ funzionato coi comunisti, ricordi?
Mi son detto, epperò, mica male. Non ci avevo pensato: così Silvio esce fuori dal letargo col botto, azzera ogni pretesa sul centro destra, e smerda i colonnelli in Forza Italia. Se poi gli va bene si prende anche la titolarità della riforma, lui, il quasi cofirmatario del testo che per un Mattarella qualsiasi si è messo nelle mani di Brunetta e non sa come dirgli che basta, si levi dai coglioni.
Pensa un pò. Non male.
E allora mi è presa la sbrusa di scriverti. Nel senso: occhio e fai bene i conti, ma bene, mi raccomando. Quanto puoi spostare nelle tue condizioni: il 5-7%? Stando ai sondaggi (ma tu ne avrai di più precisi) potrebbe bastare? E quanti ne riesci a mobilitare all’ultimo momento? E la tua ennesima discesa in campo farà scappare qualcuno dal sì? Riuscirai a compensare la loro fuga?
Perché poi basta un niente e voilà: ti ritrovi proiettato nell’olimpo dei padri, di coloro che hanno cambiato le cose. Per un po’ farai ombra a Matteo, potrai vedere i tuoi coetanei dall’altra parte della barricata ritirarsi con la coda fra le gambe e la scopa infilata lì. Dopo che per tanti anni ti hanno ostacolato, sbeffeggiato, invidiato e attaccato. Pensaci, Silvio, che tanto nessuno ci crede che voterai no.
E poi tutti giù a dire che la tua è stata una tattica eccezionale, che mica era vero che stavi male, che per mesi hai giocato di sponda dimostrando tutta l’intuizione di un Churchill e la strategia di un Eisenhower. Potrai trattare Matteo come un figlioccio, ripagarlo con la stessa moneta (più interessi) della mancata presidenza della repubblica, mentre la sua parte lo tratterà da doppiogiochista per mesi.
Potresti poi fare la pace con Angelino, ritrovare il tuo amico Marcello Pera e Denis Verdini. Certo, devi tagliare con Matteo, l’altro intendo, Salvini. Ma davvero credi che possa andare lontano quello? Appena lo mettono a governare anche solo il comune di Somma Lombarda, lo sai, sbrocca. E poi cosa pensi? Vuoi rimanere a vedere il tuo partito languire al 12% dietro la Lega, tallonato da Fratelli d’Italia? Vuoi davvero lasciare il ruolo dell’uno contro tutti a Renzi, quello dell’anti5stelle a un boyscout toscano? Sai poi quanti ti dovranno ringraziare pubblicamente in Europa per aver spostato l’asticella anche solo di uno 0,1% verso il sì? Alcuni addirittura diranno pubblicamente “mi ero sbagliato sul conto di Berlusconi”.
Insomma, caro Silvio, non so, ma io ci penserei. Poi vedi tu.
Solo che adesso scusami ma devo andare, mi fa ancora male la testa, e al pronto soccorso l’altro giorno mi hanno detto che ho bisogno di riposo. Senti, un abbraccio, e ci vediamo presto. Il 5 dicembre in Parlamento, al più tardi.
Saluti
Luca